Empire’s end è un gioco che ama andare controcorrente, e lo fa fin dalle prime battute. Qui non si parte da un pugno di risorse da far crescere con pazienza: si inizia invece con un impero già nel pieno del suo splendore, ricco, potente e apparentemente invincibile.
Da quel momento in poi, tutto è destinato a cambiare. Disastri, crisi e scelte difficili accompagneranno i giocatori in un percorso che è, per molti versi, l’esatto opposto della classica costruzione di civiltà.
È un gioco “al contrario”, dove il vero obiettivo non è espandersi, ma capire come sopravvivere e magari prosperare, mentre tutto crolla.
Proprio per questa sua identità fuori dagli schemi, Empire’s End ci sembra una piccola gemma nascosta: non immediata, ma capace di sorprendere chi le concede attenzione.
Empire’s End
Editore: Lucky Duck Games
Un gioco di strategia e aste al contrario in cui si parte da un impero al massimo del suo splendore, destinato a essere messo alla prova da continui disastri. Decisioni tese, interazione costante e un ritmo serrato lo rendono una scelta ideale per chi cerca qualcosa di diverso dal solito gestionale.
Prezzo consigliato: 35,00 €
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Indice dei contenuti
Componenti di Empire’s end
Partiamo dal colpo d’occhio, spezzando subito una lancia a favore dell’editore Lucky Duck Games, che tra i suoi titoli annovera anche il bellissimo Pagan per due giocatori. Empire’s end è un gioco che colpisce positivamente già a prima vista: la scatola è curata, le illustrazioni sono evocative e coerenti con il tema, e l’impatto visivo sul tavolo è decisamente riuscito.

Anche la componentistica è di ottimo livello, ma il vero valore aggiunto è rappresentato dagli organizer interni.
Ogni giocatore ha infatti a disposizione una propria scatolina che contiene tutti i componenti necessari per iniziare la partita, rendendo il setup iniziale rapido e ordinato. È una di quelle attenzioni che sembrano piccole, ma che migliorano concretamente l’esperienza di gioco: a volte basta davvero poco per fare qualcosa di semplice, utile e apprezzato.
Unica nota stonata, anche se tutto sommato relativa, è lo stranissimo formato delle carte: lunghe e strette, decisamente fuori standard. Stonata soprattutto se siete dei veri “feticisti” delle carte imbustate, perché in questo caso potete tranquillamente scordarvelo: trovare protezioni adatte è impossibile (almeno noi non abbiamo trovato nulla in rete).
Detto questo, va anche riconosciuto che dal punto di vista estetico le carte sono molto gradevoli e ben integrate con lo stile grafico del gioco.
Inoltre, questo formato particolare ha un vantaggio concreto sul tavolo: contribuisce a mantenere l’ingombro complessivo davvero contenuto. Anche in quattro giocatori, Empire’s End occupa sorprendentemente poco spazio, rendendolo adatto anche a tavoli non enormi senza sacrificare leggibilità o ordine.
Meccaniche di gioco
Dal punto di vista delle meccaniche, Empire’s end propone un impianto tanto semplice da spiegare quanto originale da giocare.
Si parte con un impero al massimo del suo splendore, che durante la partita dovremo cercare di proteggere da una serie di disastri continui e spesso devastanti.

Ogni disastro comporta la perdita di azioni e penalità in termini di punti a fine partita, ma allo stesso tempo rappresenta spesso il modo più efficace per ottenere le risorse di cui si ha realmente bisogno.
I luoghi del nostro impero possono essere distrutti, ma anche ricostruiti, creando un interessante ciclo di perdita e recupero. Come detto, è vero che dovremmo proteggere l’impero, ma è altrettanto vero che prendere disastri sarà altrettanto necessario per poter progredire nel gioco. Come diceva Cicerone “Ex malis eligere minima”.
Il cuore del gioco è però l’asta al contrario: i giocatori offrono risorse per evitare che una parte del proprio impero venga colpita.
Chi subisce il disastro, paradossalmente, incassa tutte le risorse offerte dagli altri. Una meccanica che abbiamo trovato davvero brillante e controintuitiva.
Questa asta ci ha ricordato molto No Mercy, gioco di carte che prende a sua volta ispirazione da No Grazie e che in passato abbiamo giocato spesso. In quel caso era l’unica meccanica del gioco; qui invece viene integrata in un sistema più ampio e strutturato, diventando il vero motore delle scelte strategiche.
Scalabilità e durata di Empire’s end
Per quanto riguarda scalabilità e durata, Empire’s end dà il meglio di sé in tre o quattro giocatori, dove le aste diventano davvero tese e combattute, con decisioni sempre sul filo del rasoio.
Detto questo, il gioco risulta comunque piacevole anche in due giocatori: la nostra prima partita, non a caso, è stata proprio in questa configurazione e non ci ha lasciato sensazioni negative. La durata è contenuta, così come lo studio delle regole.
Non si tratta di un gioco difficile e giocatori mediamente esperti impiegheranno meno di un’ora per apprendere il regolamento, che risulta chiaro e ben scritto.
La partita dura in media circa 30 minuti a giocatore, con la possibilità di giocare alcuni turni in contemporanea, opzione consigliata però solo ai più esperti, per velocizzare ulteriormente il ritmo. Il setup, come già accennato, è eccezionalmente rapido: tutto è organizzato alla perfezione nella scatola e bastano non più di cinque minuti per essere pronti a giocare.
Pro e contro del gioco
Tra i pro di Empire’s end c’è senza dubbio la sua capacità di essere rapido e immediato, senza mai rinunciare a una tensione costante, elemento tutt’altro che scontato anche in titoli più complessi e impegnativi.
Ogni scelta pesa e raramente si ha la sensazione di giocare in automatico. Sul fronte design e componentistica ci siamo già espressi in modo molto positivo, ed è un aspetto che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più piacevole.
Tra i contro, va segnalato un fattore fortuna non trascurabile, legato principalmente alla pesca delle carte: per alcuni giocatori questo potrebbe rappresentare un limite.
Detto ciò, personalmente non lo abbiamo percepito come particolarmente penalizzante, anche perché le decisioni restano sempre centrali. Nel complesso, Empire’s end si colloca come un gioco di peso medio-basso, accessibile ma tutt’altro che banale.
Il nostro giudizio su Empire’s end
Arrivando al nostro giudizio, dobbiamo essere sinceri: leggendo diverse recensioni in rete non abbiamo ben capito perché Empire’s end non abbia ottenuto valutazioni più alte.
A nostro modo di vedere è una piccola gemma nascosta, magari non un gioco difficile o particolarmente complesso, ma assolutamente centrato nel suo obiettivo.
È il titolo ideale per passare una serata tranquilla alternandolo magari a “mattoni” come Tekhenu o Nemesis, quando si ha voglia di qualcosa di più leggero ma comunque stimolante.
Il suo pregio più evidente è la capacità di mantenere una tensione di fondo molto alta durante ogni asta, senza cali di ritmo.
Il flusso di gioco è serrato, le decisioni sono rapide ma mai banali e il tempo sul tavolo scorre veloce. Un gioco che, senza fare troppo rumore, merita decisamente più attenzione che oltretutto, spesso di trova in offerta su molti siti specializzati.
Valutazione finale
Sintesi dei criteri che compongono il nostro giudizio su Empire’s End.
Scelte sempre interessanti, con una profondità adeguata al peso del gioco
Ottima qualità generale, illustrazioni riuscite e organizer interni davvero funzionali
Funziona bene in tutte le configurazioni, ma dà il meglio in tre o quattro giocatori
Regole chiare, ritmo serrato e tensione costante senza risultare impegnativo