The Red Cathedral ci mette subito davanti a un’immagine potente: costruire una cattedrale nella Russia zarista non era solo un atto di devozione, ma una dimostrazione concreta di potere, prestigio e influenza. Pietra dopo pietra, bottega dopo bottega, ogni scelta poteva cambiare il destino dell’intera opera.
È proprio questo spirito che il gioco prova a catturare, trasformando la costruzione di un monumento iconico in un eurogame compatto, teso e sorprendentemente elegante.
Uscito nel 2020 e pubblicato in Italia da Devir Games, il gioco si colloca nella fascia dei gestionali di peso medio, puntando tutto su pianificazione, interazione indiretta e ottimizzazione delle risorse.
Dietro una scatola relativamente piccola si nasconde un titolo che richiede attenzione, tempismo e capacità di adattamento, offrendo partite sempre dinamiche e decisioni mai scontate. Un gioco discreto, ma con una personalità ben definita.
Indice dei contenuti
Componenti di gioco di The Red Cathedral
I componenti di The Red Cathedral sono uno di quegli aspetti che convincono già alla prima apertura della scatola.

Le risorse in legno hanno uno stile volutamente (forse) un po’ old school, semplice ma coerente con l’ambientazione, e funzionano benissimo sul tavolo: niente di appariscente, ma solide, leggibili e piacevoli da maneggiare.
Le pietre preziose in plastica, invece, spiccano subito per qualità e resa estetica: colorate, brillanti, danno una bella soddisfazione visiva ogni volta che entrano in gioco.
Molto azzeccata anche la grafica di carte e plance, chiara e funzionale senza rinunciare a personalità, con un colpo d’occhio sempre ordinato anche a partita avanzata.
Il gioco occupa poco spazio e riesce a essere comodamente giocabile anche in quattro senza avere un tavolo che è una piazza d’armi, cosa non così scontata per un gestionale di utlima generazione (abbiamo provato da poco Civolution che per giocarlo in 4 serve il punte di una portaerei).
Il regolamento è presente in cinque lingue; la versione italiana ogni tanto è un po’ macchinosa in alcuni passaggi, ma nulla che non si risolva rapidamente con una ricerca o un chiarimento online. Nel complesso, una componentistica promossa senza riserve.
Meccaniche di gioco
The Red Cathedral è un gestionale strategico in cui l’obiettivo è costruire sezioni della cattedrale accumulando prestigio più degli avversari, ottimizzando ogni singola azione.
Il cuore del gioco è la ruota dei dadi, una meccanica elegante che governa la raccolta delle risorse: a ogni turno si sceglie un dado e lo si fa avanzare lungo il mercato, ottenendo materiali, monete o bonus in base alla casella di arrivo.
Più dadi si accumulano su una stessa posizione, più l’azione diventa redditizia, creando un’interazione indiretta costante tra i giocatori, attenzione però allo spazio limitato del magazzino.
Le risorse servono poi per rivendicare e costruire le varie sezioni della cattedrale, che garantiscono punti e vantaggi immediati o di fine partita.
Entra in gioco anche una componente di maggioranze, legata al controllo delle colonne, che aggiunge tensione e pianificazione.
Nel complesso lo abbiamo trovato molto fluido, con decisioni sempre significative: è un gioco complesso ma mai pesante, capace di dare soddisfazione senza rallentare il ritmo della partita.
Durata e scalabilità
La durata e la scalabilità di The Red Cathedral sono aspetti che lo rendono apprezzabile in diverse situazioni di gioco.
Noi abbiamo impiegato poco più di un’ora per leggere e apprendere le regole, una fase iniziale che può sembrare importante ma che ripaga velocemente una volta in partita.
La durata delle partite si aggira generalmente attorno ai 30 minuti per giocatore se si è già familiari con il regolamento e con le dinamiche degli eurogame, rendendo il gioco godibile anche in sessioni da 2-3 ore se si fanno più partite di seguito.
La scalabilità è molto buona: la modalità a 3 giocatori è spesso considerata la migliore per equilibrio e interazione senza tempi morti, ma il titolo gira benissimo anche in 2 o in 4, mantenendo tensione e decisioni significative. In quattro può allungarsi un po’ di più, ma non in modo eccessivo se tutti conoscono le meccaniche.
Per chi ama giocare in solitario, The Red Cathedral propone una che utilizza un mazzo di carte per simulare un giocatore.
La modalità solitario funziona decisamente bene: permette partite rapide, mantiene un ritmo fluido e offre una sfida tattica valida, anche se dopo qualche partita diviene un pelo prevedibile. In ogni caso, rappresenta una soluzione soddisfacente per esercitarsi o godersi il gioco senza altri partecipanti.
Pro e contro di The Red Cathedral
Tra i punti di forza di The Red Cathedral emerge subito il rapporto tra profondità strategica e dimensioni contenute: è un eurogame compatto ma capace di offrire scelte sempre rilevanti.
La ruota dei dadi è una meccanica centrale riuscitissima, perché unisce gestione delle risorse, interazione indiretta e pianificazione del timing senza appesantire il flusso.
Anche l’accessibilità è un valore aggiunto: le regole sono relativamente snelle rispetto alla complessità che il gioco riesce a generare, e il setup variabile contribuisce a una buona rigiocabilità.
Nota di merito anche per l’estetica: graficamente è entrato senza difficoltà nella nostra top 5 personale, accanto a titoli come I Ratti di Wistar, grazie a uno stile coerente, pulito e molto riconoscibile.
La modalità solitario inclusa è ben progettata e offre una sfida concreta, ideale per affinare le strategie.
Tra i contro, l’unico davvero ricorrente riguarda il sistema di penalità nel punteggio finale: alcuni giocatori lo trovano poco incisivo, soprattutto se confrontato con il peso delle sezioni completate, riducendo leggermente la tensione dell’ultimo conteggio.
A chi consigliamo il gioco
The Red Cathedral è un titolo che consigliamo senza esitazioni a chi si sta avvicinando al mondo degli eurogame e vuole fare un salto di qualità rispetto ai gateway più classici.
Le meccaniche sono eleganti, leggibili e permettono di ragionare davvero su pianificazione e ottimizzazione senza travolgere il tavolo di regole o eccezioni. È perfetto anche per gruppi misti, dove magari non tutti hanno la stessa esperienza, perché riesce a coinvolgere senza mettere pressione.
A chi invece è abituato ai cosiddetti “cinghiali”, lo suggeriamo nelle serate con poco tempo a disposizione o come apertura/chiusura di sessione: resta un gioco di peso medio e, per palati molto allenati, potrebbe risultare un po’ leggerino sul lungo periodo. In compenso scorre veloce e lascia sempre una buona sensazione di controllo e soddisfazione.
Il nostro giudizio finale su The red Cathedral
The Red Cathedral è stato, lo lo ammetto (n.d.r.), un acquisto compulsivo, di quelli fatti quasi senza pensarci troppo: copia usata, prezzo basso e una scatola che ci aveva colpiti subito per la grafica. E sì, diciamolo, chi non l’ha mai fatto almeno una volta?
Quello che non ci aspettavamo, però, era di trovarci davanti a un gioco così centrato e soddisfacente. Partita dopo partita ha dimostrato di avere un’anima elegante, con meccaniche solide, ritmo costante e decisioni sempre interessanti, senza mai diventare pesante o farraginoso.
È uno di quei titoli che non fanno rumore, non urlano capolavoro al primo sguardo, ma che riescono a conquistarti in silenzio. Per questo lo definiamo senza problemi una piccola gemma nascosta, capace di regalare grandi soddisfazioni a chi sa guardare oltre il peso sulla scatola e il prezzo sul cartellino.
Valutazione finale
Sintesi dei criteri che compongono il nostro giudizio su The Red Cathedral.
Scelte sempre sensate e buon margine di pianificazione, con un livello di controllo soddisfacente per un peso medio
Più profondo di quanto sembri a prima vista, senza diventare mai opprimente: cresce con l’esperienza
Produzione curata e tavolo sempre leggibile: materiali piacevoli e grafica riuscita che valorizza l’esperienza
Regole snelle e flusso molto fluido: complesso al punto giusto, senza appesantire la partita
